prodotti a kilometro zero, il grande business

Ringrazio per questo articolo Alessandro Lauro del Movimento per la Decrescita Felice

Mangiar sano e far mangiare sano è un autentico atto culturale, apprezzato sempre di più, così come lo è stato un ritorno all’agricoltura, segno che sempre più persone comprendono come senza la terra il futuro sia inevitabilmente meno roseo.

In tale ambito il valore del cibo genuino, coltivato in un proprio pezzetto di terra o anche sul proprio balcone di casa, o in qualche orto urbano e collettivo, assume aspetti fondamentali per la valorizzazione del sano mangiare.

Chi fa parte poi di certi circuiti, quando è fuori casa e ha necessità come tutti di nutrirsi, cerca sempre locali e ristoratori di un certo tipo e con una certa etica nella ristorazione.

L’agricoltura è agri-cultura: l’Expo 2015 la racconta

contadini moderni, tra cultura del cibo e chilometro zero

Se per qualche decennio c’è stata la netta tendenza a considerare l’agricoltura come una roba “povera”, un mestiere per illetterati, l’ultima spiaggia per chi proprio non voleva saperne di scuola, oggi assistiamo ad una netta inversione di marcia che si ripercuote positivamente su tutti i settori interessati.

Non a caso anche l’Expo 2015 ha come centro di interesse il cibo e la sua cultura. Il tema al centro dell’Expo che si terrà a Milano nel 2015 è riassunto dallo slogan “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”, che pone al centro l’uomo e l’alimentazione.

Come dire? Ritornare al mondo agricolo non è più come fare un passo indietro, anzi è farne diversi in avanti, soprattutto se si ha la capacità di saper coniugare sapienza del passato con nuove tecnologie.

I contadini di oggi sono anche i giovani agronomi che stanno sempre più sviluppando capacità imprenditoriali, curano il territorio in modo sano, sono veri custodi della terra e del nostro benessere. In parole povere: hanno capacità di futuro.

E di questa capacità vi è oggi molta domanda.

Food + Wine + Agri-cultura si chiamano “Chilometro Zero”km zero, cresce il business

Pensare che l’espressione della quale sto parlando, che allude ad un mondo sostenibile, ecologico, verde, ameno, fa riferimento ad una nomenclatura da case automobilistiche (green? Non direi proprio…) per definire delle auto vendute a buon prezzo perché usate solo come prova oppure acquistate da aziende e mai usate. In un precedente articolo ho parlato diffusamente delle opportunità di lavoro nel mondo del food

Oggi invece parlare di business a Km Zero significa prendere in considerazione innanzitutto produzione e commercio di generi alimentari, ma non solo: ristorazione, ricettività, turismo, nonché nuove attività o riscoperta di antichi mestieri, settori che rappresentano opportunità reali e compensano una crisi dei consumi che sembra stroncare la GDO.

Sei scettico? In Italia la farmers market è una vera mania che sta facendo risorgere piccole botteghe, mercati e reti di acquisto diretto (+67% degli acquisti secondo Coldiretti)

Ristorazione etica, ristorazione sostenibile… sana e molto chic!

ristorazione a km zero, scegliere un ristorante con un orto

È quello che si dovrebbe fare: andare sempre alla ricerca di cibi sani, ben coltivati, ben cucinati, ben architettati; stare alla larga dal junk-food, dai fast-food, dai conservanti, dai cibi precotti e la lista sembra allungarsi man, mano che i mesi passano.

Per fortuna c’è sempre più la possibilità di trovare ristoranti a km zero che non siano per forza sperduti in campagna o in zone remote tra campi e montagne, anzi, li troviamo in città e spesso sono dei posti molto chic e non sempre cheap.

Sono tanti anche i B&B, le tavole calde e le gastronomie che tengono a sottolineare e a farne punti di forza, l’avere prodotti a km zero spesso provenienti, magari, dai loro stessi orti. Se l’orto non c’è le soluzioni sono comunque tante e i vantaggi innumerevoli.

Il tuo ristorante a km zero: una strategia vincente

Ho detto che ci sono molti vantaggi ad avere un menu a km zero, dunque vediamo quali sono:

#1 Puntare sulla qualità. È un vero vantaggio che potrai raccontare ai tuoi clienti e sul quale potrai costruire una strategia di marketing: mangiare a km zero significa avere garanzia di prodotti meno trattati chimicamente perché destinati ad un trasporto minore e ad un consumo più naturale e misurato.

#2 Offrire prodotti esclusivi. Valorizzando il territorio avrai a disposizione dei prodotti che solo nella tua zona è possibile trovare. Studia quali sono le tipicità e cerca di scovare qualcosa che i tuoi competitor non hanno.

marketing per un ristorante a km zero#3 Tutelare il territorio.  Puntare sulla cucina a km zero per un imprenditore enogastronomico significa anche tutelare il territorio. Ci si può rifornire ufficialmente da produttori locali, incentivando quindi la ripresa dell’agricoltura locale dunque creando lavoro.

#4 Distinguersi. Trovando una identità di questo tipo non sarai mai più indicato come “un ristorante”, ma avrai la possibilità di diventare “il ristorante” per tutti coloro che amano la cucina sana e sostenibile: d’altro canto una delle regole di inbound marketing più efficaci è quella di puntare a conquistare una nicchia di mercato!

#5 Una filosofia da applicare ad ogni cosa. Se la pensi come me, sei orientato alla sana alimentazione, se nel tuo ristorante sei pronto ad avviare una vera “green revolution”  ricordati che questa trasformazione dovrà toccare ogni aspetto, rendendo coerente il messaggio e la strategia. Dagli arredi e le stoviglie che sceglierai al sito web, tutto dovrà essere coerente.

Un esempio… pescato in costiera amalfitana

trattoria da lorenzo costiera amalfitana a km zeroDa Lorenzo è una trattoria, ma il nome non deve trarre in inganno. È un posto incantevole con una magnifica terrazza che affaccia su Amalfi. Proprio di fronte si vede Ravello. L’incanto della natura fa la sua parte.

Lorenzo e la sua famiglia hanno fatto del territorio e della tradizione il loro punto di forza. Cucina locale a base si prodotti tipici e soprattutto pesce fresco di giornata. Tutto (o quasi) a km zero, perché ogni cosa esalti il posto dove nasce e dove viene consumata: pasta della vicina Gragnano, salumi, formaggi della costa d’Amalfi, cannolicchi di mare, alici marinate, fiori di zucca ripieni alla ricotta fresca. Una vera festa di sapori che si può sperimentare solo stando seduti a questi tavoli.

Quando vado fuori al ristorante, d’altro canto, è questo quello che cerco: qualcosa di nuovo, qualcosa che non posso mangiare a casa mia, qualcosa di tipico, di unico, che mi resti nel ricordo del gusto, inscindibile dai panorami che mi circondano.

A te cosa piace trovare in un ristorante? Quale ti è rimasto nel cuore?