due gradi e mezzo di separazione domitilla ferrari

Mi stavo accingendo a recensire il bel libro di Domitilla Ferrari, come uso fare solitamente nei casi in cui ciò che leggo mi piace, quando, girovagando fra le SERP di Google (perdona la deformazione professionale), ho trovato decine e decine di post che parlano del suo lavoro, testimonianza evidente di come la sua penna sia riuscita a catturare l’attenzione della Rete e del fatto che il mio time-to-market non sia stato proprio indovinatissimo. In quel preciso istante, ho deciso di cambiare strategia (ancora questa deformazione markettara!): non ti parlerò del libro, ma delle riflessioni che “Due gradi e mezzo di separazione” mi ha ispirato (se un lettura ti lascia riflettere significa che ti ha ”arricchito” e che il costo del testo è stato abbondantemente ripagato). Le butto giù, a mo’ di stream of consciousness, novello Ulisse nel mare del networking, con la rotta casuale tracciata dalle “epifanie” innescate dalla narrazione di Domitilla.

1. L’importanza delle connessioni nell’economia della conoscenza

La prima riflessione riguarda l’importanza delle connessioni, dei collegamenti “utili” nell’economia della conoscenza: un mercato anomalo in cui la moneta più preziosa è il sapere (inteso in senso lato: anche un’attività manuale ed artigianale, è sapere), merce di valore inestimabile da far circolare e da condividere per prosperare insieme al proprio network, nell’economia delle conoscenze (da non confondersi con l’economia delle raccomandazioni) . Le opportunità si moltiplicano enormemente per coloro che sono disposti a spendere la propria vita ad istruirsi o comunque a crescere, a connettersi con reti di persone disponibili, sensibili ed altrettanto ben predisposte nei confronti della condivisione. No all’utilitarismo fine a sé stesso, all’egoismo o al parassitismo ma un grande benvenuto alla sharing economy ovvero l’economia della condivisione (ognuno deve mettere a disposizione degli altri ciò che può e in cambio riceverà molto più di quello che ha dato). (Airbnb, Bla Bla car Co. ti dicono qualcosa?)

Domitilla Ferrairi ed il networking

2. Internet come volano per la crescita personale (e del mondo)

Dobbiamo intendere il tanto abusato termine “digital divide” in senso più lato di quanto solitamente siamo abituati a fare: certamente esiste un’apartheid tecnologica da abolire (è necessario che tutti possano avere a disposizione i mezzi per restare connessi) ma non basta semplicemente avere accesso alle tecnologie. Non è sufficiente solo avere computer, smartphone, smartwatch, banda larga e chi più ne ha più ne metta, o sapere come funzionano i motori di ricerca, i social network, le mail o i singoli software: bisogna imparare come far sì che tali strumenti diventino un volano per la crescita personale e per quella del mondo che ci circonda (nessun uomo, per fortuna, è un’isola). La Rete è piena di persone aperte e pronte a spendersi per gli altri che come ritorno non voluto ricevono opportunità, soddisfazioni ma soprattutto un’esistenza piena ed appagante.

La rete il marketing ed il network

3. “Vai con chi è meglio di te e paga le spese”

Domitilla nel libro cita un proverbio per riassumere perfettamente i concetti che intende veicolare; io te ne cito un altro che il nonno mi ripeteva sempre -“vai con chi è meglio di te e paga le spese”- anche se l’autrice lo tradurrebbe forse -“dimmi che community frequenti e ti dirò chi sei”. Se sui social e nella vita, ci creiamo un network di persone che con noi condividono esperienze, incontri, relazioni, ne trarremo dei vantaggi enormi pur non essendo questo il nostro scopo immediato e nel contempo arricchiremo anche i nodi della nostra rete. L’intreccio delle nostre interconnessioni può essere un acceleratore di crescita personale e globale ed i “legami deboli”, che le nuove tecnologie consentono di instaurare, sono quelli in cui si nascondono le opportunità migliori. Non solo, se la nostra selezione sarà accurata, noi somiglieremo sempre di più alle persone che ci piacciono: quindi puoi, meglio per l’autrice devi, essere anche “snob” nello scegliere gli esempi da emulare. Esistono reti e reti, connettori e connettori: gli stessi strumenti che possono edificare, possono essere usati per adescare, importunare, offendere, compiere atti di bullismo o di demenza collettiva (Nek nomination docet). N.B. Caro papà o mamma: occhio alle frequentazioni dei tuoi figli! 😉

4. L’evoluzione della conoscenza nella storia dell’uomo

La lettura di due gradi e mezzo di separazione, mi ha fatto riflettere anche sull’evoluzione della conoscenza e sul filo rosso che ha accompagnato il cammino dell’uomo dalla sua comparsa sulla Terra fino ai giorni nostri. La crescita è figlia dell’incontro (che storicamente, ahimé troppo spesso, si è trasformato in doloroso scontro) dell’uomo con altri uomini: il contatto con stili di vita differenti, con abitudini differenti, con capacità, competenze e tecnologie diverse, è condicio sine qua non del progresso umano. La spinta ad imitare quello che funziona, a voler migliorare ciò che è perfettibile è il driver che ci ha portato fuori dal continente africano, e ci ha lanciato alla conquista di un mondo ostile grazie all’unico asset che ci differenzia dagli altri animali: un cervello in grado di imparare dai buoni esempi e dagli errori (ora però il problema è quello di trovare un giusto equilibrio fra ciò che possiamo fare e ciò che dovremmo fare)!

Inbound Marketing SEO Fabio DI Gaetano

Il contatto e le conoscenze acquisite tramite le best practice sono diventate patrimonio comune dell’umanità e sono entrate a far parte di quello che Kevin Kelly chiama “Technium” . Diamo per scontate la ruota, la scrittura, la bussola (meglio il GPS), l’aria condizionata ma senza essere collegati nello spazio e nel tempo (grazie ai libri o alle narrazioni orali), sicuramente avremmo una vita molto meno piacevole (discorso valido almeno per chi si trova nella parte “privilegiata” del mondo).

Cartesio, nella prefazione di Cogito ergo sum, scriveva di essere fortunato perché, grazie ai libri, riusciva ad entrare in contatto (fare networking spirituale) con le menti più illuminate di tutti i tempi, nel momento in cui tali menti esprimevano il meglio (perché nella scrittura solitamente si espone il proprio pensiero rielaborato). Il web oltre a regalarci le stesse possibilità che i libri regalavano al filosofo francese (pensa alla miriade di testi disponibili online e gratuitamente) ci può formare, ci può far crescere, e ci può connettere in tempo reale con il pensiero delle persone che riteniamo degne del nostro tempo. Se ben utilizzato il networking può essere un acceleratore impressionante. La bontà delle logiche che si mettono in moto sfruttando la conoscenza condivisa era stata già anticipata diversi anni addietro in Wikinomics (un testo che ti consiglio vivamente di leggere) in Wisdom of crowds.

Con tale asserzione non voglio sottoscrivere il detto vox populi vox dei (se ho un problema di salute io mi fido più del consiglio del medico che della comunità che trovo online), ma se la vox è qualificata, dalla community giusta, possono arrivare soluzioni rapide, utili ed originali. Ne vuoi una prova? Posta una domanda in una community dedicata al Web Marketing e vedrai quante risposte, idee, suggerimenti riceverai da specialisti, innamorati, smanettoni o attenti osservatori della materia: l’interconnessione fa miracoli. Le età dell’oro di Atene, Firenze, Parigi, Vienna, la New York del dopoguerra, città diventate in epoche diverse dei propulsori incredibili di crescita e conoscenze, grazie al concentrato di genii che si sono incontrati nelle loro atmosfere visionarie, oggi possono essere riprodotte, grazie alla Rete, in qualsiasi parte del mondo (anche se Richard Florida non è dello stesso parere e definisce il mondo “spiky”). A mio modesto avviso, è vero che l’incontro fisico è ancora importante ma è altrettanto vero che noi non siamo che agli albori della rivoluzione innescata dalla Rete: se ci pensate è passato poco più di un decennio dalla comparsa effettiva di Internet sul palcoscenico mondiale (prima era patrimonio di pochi eletti) e già essa ha sconvolto tutti gli ambiti lavorativi, sociali ed economici. Pensa a cosa potrà avvenire grazie alla condivisione nei prossimi anni!

5. Un’interessante opportunità grazie ad un “legame debole”

Poiché quelle fatte finora possono sembrare solo belle chiacchiere e i cinici possono etichettarle come “fuffa” da figli dei fiori, vi racconto l’aneddoto di come mi si sia aperta un’opportunità interessante neanche due settimane fa. Da un legame debole, (o almeno lo era fino a poco fa) una persona conosciuta ad un corso di formazione online, sono stato invitato in una community dedicata agli appassionati di web marketing. Sulla bacheca Facebook del gruppo, un potenziale cliente aveva postato un progetto interessante che aveva bisogno di una competenza particolare. Incuriosito da quello che avevo letto, ho risposto all’annuncio e dopo un piacevolissimo incontro vis a vis, quell’invito accettato e poche righe immesse nel giusto network mi hanno spalancato una possibilità che altrimenti mi sarebbe stata preclusa.

Ed ora, alla fine di questo post-confessione, un po’ di aforismi tratti da Due gradi e mezzo di separazione che possono riassumere lo spirito del libro. Il primo è quello di un noto filosofo (palestrato ed eroe) della Filadelfia o meglio della Holliwood degli anni 80: Rocky Balboa: -“io credo che quando tu hai vissuto tanto tempo in un posto tu sia quel posto“. Il secondo è quello di uno dei più noti ripetenti del 20 secolo: Albert Einsteinchi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato”. Il terzo ed il più significativo, è quello di Paul Wuhr (e qui la mia sottocultura deve cedere il passo a Wikipedia) che ci lascia con il più bell’augurio che ci possa essere mai fatto: – “che i nostri viaggi d’esplorazione non possano avere mai fine”-.

Buon networking e buon viaggio a tutti. 😉camper wolkswagen california