food wine e social network

Avevo un po’ nostalgia di questa rubrica in queste settimane frenetiche. Sì, lo so che è passata solo una settimana dal mio ultimo post, ma nel frattempo siamo stati con tutto il team di Argoserv a Milano in quel del GEC 2015 per una vera ubriacata di digital marketing e nuove, buone, idee, oltre che di imperdibili workshop (quello del nostro Fabio Di Gaetano, dove c’è pure un po’ del mio zampino).

Vi dico ciò, perché quello che sto per raccontarvi è il risultato di tanti spunti che mi sono venuti alla mente proprio in quest’ultima occasione, ascoltando le parole di veri guru del digital marketing.

Ma ‘ndo vai, se i Social Network non ce l’hai?!

[arrow]I Social Network sono come delle enormi, affollate piazze, dove gli iscritti si auto-definiscono per interessi, creando ed aderendo a gruppi, community, pagine. Quindi è il posto dove puoi facilmente trovare i tuoi potenziali clienti ascoltando e rispondendo ai loro stessi interessi.[/arrow]

Passami il titolo buontempone di questo paragrafo anche se la questione è davvero molto seria: parlando con clienti e prospect, sempre nel mondo food&wine, ho capito che – nonostante siano passati anni dalla loro affermazione tra i media – la presenza delle aziende sui social network è ancora mal digerita.

L’idea che usare Facebook equivalga a perdere tempo  o peggio – a farsi i fatti degli altri, stenta a sradicarsi dalle convinzioni dei manager o di chi decide a proposito della strategia di comunicazione da adottare per un’azienda.

E gli altri social? Spesso neanche valutati, se non per uso strettamente personale.

Ma sei davvero sicuro di essere sulla strada giusta? Pensaci bene. Pensa a ciò che fai tu stesso sui social, a quali azioni compi, a quali/quanti amici hai, pensa ancora a quanti articoli leggi perché incuriosito dai titoli che i tuoi collegamenti condividono.

FAQ #1. Cosa ci faccio con un profilo social aziendale?

profilo social aziendale

Intanto capiamoci: non ti sto dicendo che da oggi in poi il tuo profilo Facebook dovrà trasformarsi in una pagina aziendale fatta di pubblicità. Anzi, tanto che ci siamo, non sto parlando neanche propriamente di “fare pubblicità“.

Sto parlando di lavorare affinché il tuo brand diventi visibile, la tua attività guadagni credibilità, fiducia e possa godere del passaparola, sprigionando così la potenza più grande che ogni social network ha in sé, la sua miniera d’oro.

Per fare questo è necessario che, a partire dalla creazione del profilo, i social network vengano presi sul serio, così come fossero qualsiasi altro lavoro legato alla produzione: questo significa che avrai bisogno di una strategia, di qualcuno in grado di seguirla e non sarà sufficiente una stagista o un tirocinante per lavorare sui tuoi profili.

[arrow]Non si tratta solo di condividere aggiornamenti, infatti, ma di portare a compimento delle vere e proprie strategie di Social Media Marketing che dovranno essere coordinate con la vita del tuo sito o blog aziendale.[/arrow]

Prendiamo l’esempio delle cantine italiane.

Secondo una ricerca presentata lo scorso dicembre al wine2wine il 94% delle cantine ha creato (molte da poco) un sito web. La situazione sui social ve la mostro, invece, in questo grafico che segue:

cantine italiane e social network

Il 73% delle cantine ha un profilo Facebook, il 30% usa anche Twitter mentre solo il 16% Instagram. Come detto, degli altri social non c’è notizia, considerando quanto pochi sono ad utilizzarli.

Direi che è ora di cambiare rotta e dare vita a nuove conversazioni.

FAQ #2. Cosa condivido su un profilo social aziendale?

Dimentica la parola “virale” (video virale, contenuto virale, etc.) e pensa che questo tipo di definizione è associato ad un risultato ottenuto, non ad una intenzione. Mi spiego: un contenuto che ottiene un successo strepitoso di condivisioni viene definito virale, ma i creatori di quel contenuto difficilmente lo hanno realizzato con la esatta consapevolezza che ciò accadesse.

Le risposte possibili alla domanda che ti ho posto come titolo di questo paragrafo sono:

  • contenuti interessanti per la tua audience
  • contenuti che aumentano la tua brand awareness
  • contenuti che portano traffico al tuo sito web

Cosa significa ciò?

Significa che dovrai partire dal tuo sito web, dal tuo blog aziendale, il “luogo” nel quale potrai dare vita ad una vera e proficua content strategy. Come ci ha suggerito Ludovica De Luca in questo articolo, attraverso i tuoi post:

Raccontati, emoziona e fatti notare.

E io aggiungerei: regala qualcosa.

Cerca di indovinare quali sono i pensieri dei tuoi potenziali clienti, mettiti nei loro panni, ascolta le loro inclinazioni, le loro passioni, cerca le loro voglie. A queste informazioni rispondi, con un’agenda editoriale ricca di spunti e titoli ben congegnati (usa la “regola della minigonna“) e poi inizia una attenta operazione di seeding (ho detto seeding, non spam!) ovvero condividi questi contenuti sui tuoi social facendo attenzione ai testi di introduzione che sceglierai.

Dunque hai capito: non solo i social sono un lavoro per professionisti, ma sono proprio un lavoro vero!

[notice]Se vuoi un esempio di come creare un blog aziendale puoi dare uno sguardo a questo articolo dove ho raccontato dei migliori siti web delle cantine italiane. Tra questi c’è anche la migliore sezione blog, quella delle Cantine Barbera di Menfi che – non a caso – dopo la nostra segnalazione ha ricevuto la menzione tra i 103 migliori wine blog da Wine Turtle (qui l’articolo che ne parla)[/notice]

FAQ #3. Quali Social Network scelgo per la mia azienda di food&wine?

quale social scelgo?

pic by onthewebbsocialmedia.com

È una di quelle domande che non ha risposta univoca e semplice e moltissimo dipende dal settore nel quale intendi muovere i tuoi obiettivi.

Tuttavia, considerando l’incidenza di queste piattaforme in termini di rapporto utenti/settore/utilità SEO dovrai senz’altro cercare di lavorare almeno su questi tre:

google plusGooglePlus

Se non sei ancora persuaso dall’idea di usare questo social, questo post ti convincerà. Sappi che GooglePlus è importantissimo per rendere visibili i tuoi contenuti anche nelle ricerche che i tuoi prospect faranno sul web (cioè su Google, se no dove?), oltre al fatto che ti darà la possibilità di giovare di alcune funzioni speciali per rendere il tuo brand ancora più in evidenza nelle SERP.

Se non ti basta, in questo articolo, Cinzia Di Martino ti elenca tre buoni motivi per usare Google Plus.

Per utilizzare al meglio G+ dovrai avere cura di accerchiare tutti coloro che pensi abbiano a che fare con il food&wine, ovvero con il tuo settore, potrai fare attività nelle community di foodblogger, di winelovers, di degustatori e sommelier (ad esempio) e, attraverso i tuoi ricchi contenuti originali ed interessanti potrai fare in modo di essere accerchiato a tua volta generando un meccanismo che darà ottimi risultati in termini di posizionamento ed autorevolezza del tuo brand.

facebookFacebook

Come direbbero a Roma: “E che te lo dico a fa’?”: è il social network più affollato, il che ti garantisce in linea teorica, un’audience più grande. Di contro c’è il fatto che è anche il più generalista: su Facebook gli utenti sono tantissimi, 1, 23 miliardi, secondo gli ultimi dati e, come se non bastasse, 9 utenti di internet su 10 hanno un profilo Facebook attivo (dati più completi qui).

Questo ti costringerà a lavorare molto sulla profilazione delle tue liste, ovvero dei tuoi amici e nello stesso tempo a lavorare molto sulla coerenza e qualità dei tuoi contenuti: quanto più saranno inerenti il tuo business, tanto più sarai circondato da persone interessate ad esso.

Attento ad ogni cosa che posti, evita come la peste video-spam di tettone e simili, lascia perdere le tue foto della gita in barca (a meno che non si tratti del tuo lavoro) e prediligi contenuti “veri” e realmente informativi. Condividi anche contenuti interessanti di altri brand e non solo cose che riguardano strettamente il tuo.

TwitterTwitter

Le aziende che si occupano di food&wine sono molto attive su questo social e non me l’aspettavo neppure io, da neofita del cinguettio. In pochissimo tempo, pubblicando aggiornamenti che riguardano la materia, ho guadagnato moltissimi followers partecipi ed estremamente attivi.

Ho capito che è importante citare, usare gli hashtag, retwittare aggiornamenti altrui e, naturalmente, ringraziare quando qualcuno decide di seguirti oppure di ri-condividere un tuo aggiornamento di stato.

Certo Twitter ti imporrà di essere un po’ più attivo degli altri, perché potrai postare più volte al giorno, magari usando anche delle belle immagini. Comunque questo non è obbligatorio: ricordati sempre di preferire la qualità alla quantità.

Vuoi diventare un mostro del Twitter Marketing? Leggi gli articoli su come usare Twitter al meglio. 😉

FAQ #4. Posso aumentare il mio business grazie ai social?

social e business

pic by blogofthecourtier.com

La risposta è chiaramente sì, ma quello che dovrai necessariamente fare è farti aiutare da un professionista o da un’agenzia che possa curarti tutta la digital communication.

Il fatto che tu abbia tanti amici, tanti like o tanti follower, non significa necessariamente che la tua strategia funziona: se hai guadagnato di più dello scorso anno grazie ad una oculata vita social allora forse sei sulla buona strada.

Tuttavia ricordati che i Social Media possono costituire una parte della tua strategia di inbound marketing (cos’è? leggi qui) che per funzionare alla grande avrà bisogno necessariamente di un sito web strutturato per bene, un blog funzionale e degli obiettivi chiari.

FAQ #5. Per fare business sui social, devo fare delle campagne a pagamento?

Non necessariamente. Se la tua strategia inbound è strutturata davvero bene, otterrai dei risultati molto soddisfacenti senza per forza creare campagne a pagamento. 

Certamente i risultati arriveranno con più lentezza, ma proprio per la caratteristica fondamentale che una strategia basata sui contenuti ti può garantire, dureranno più a lungo, allargando la tua platea di potenziali clienti grazie al passaparola che sarai in grado di generare.

È importantissimo per questo riservare una grande attenzione alle digital PR, ovvero alla cura dei rapporti con il tuo pubblico, in particolare – visto che siamo in argomento – sui social network. Il tuo profilo o la tua pagina potranno diventare un efficientissimo servizio di customer care attraverso il quale potrai contribuire a far nascere evangelist spontanei, cioè persone che parlano bene del tuo prodotto/servizio consigliandolo ad amici ed affini.

Cosa c’è di meglio?

Se proprio vuoi fare tutto da solo: i 10 comandamenti dei social

10 comandamenti social

Se sei convinto di poter fare tutto da solo e poter gestire con le tue forze la vita social della tua azienda, ricordati che dovrai osservare almeno questi 10 comandamenti: imparali a memoria, ti serviranno per fugare i peggiori errori e dà loro seguito.

1. Per ottenere risultati hai bisogno di una strategia

2. Il social è nato per generare conversazioni che vanno stimolate. Il profilo e/o la pagina sono tuoi ma non esisti solo tu.

3. Ogni commento, bello o brutto, merita una risposta garbata ed una riflessione

4. Non abusare della pazienza e della disponibilità delle bacheche dei tuoi amici/follower, non spammare

5. Il social è anche leggerezza. Ogni tanto concediti una pausa e sorridi con i tuoi amici/follower

6. Fai una selezione dei tuoi amici e crea delle liste a seconda dei loro interessi

7. I tuoi competitor dovrebbero essere tuoi amici

8. Trasforma ogni azione reale in una comunicazione virtuale efficace

9. Se prendi qualcosa di bello da un altro profilo, cita la fonte (e ringrazia, magari)

10. Personalizza ogni condivisione con una tua frase di commento o di introduzione

Dunque a lavoro, anzi, se hai altri suggerimenti da dare o se pensi che abbia dimenticato qualcosa di importante commenta questo post, sarò felicissima di leggere e magari integrare il post con il tuo contributo! 😉