seo food and wine

Sono molto felice di scrivere questo post, perché in queste settimane mi sto occupando di formazione alle aziende vitivinicole e food&beverage in tema di comunicazione digitale e quello che è venuto fuori dall’ascolto delle platee è un dato – per me e per chi come me si occupa di fare cose su internet – davvero interessante.

Innanzitutto la percezione del mio lavoro e quello di altri colleghi che si occupano (in diversi modi) della digital communication, è quantomeno confusa, se non addirittura sconosciuta. Capita spesso che, sondando le conoscenze di settore delle aziende e dei professionisti che incontro in aula, mi ritrovi un immaginario piuttosto differente dalla realtà: associano il SEO ad un web master, se non ad un hacker ed ho incontrato anche chi pensa che lavori installando software o manomettendo computer.

Niente di tutto ciò! Certo, questi sono casi abbastanza estremi, ma mi hanno fatto riflettere. Per questo oggi cercherò di raccontare quello che un SEO specialist può fare per la tua azienda o per la tua attività certa che questo potrà contribuire al successo del tuo business e, magari, ad evitare qualche “fregatura”.

Per fare digital marketing ci vuole un SEO, per fare SEO ci vuole un content… 

(Titolo liberamente ispirato a Sergio Endrigo)

Per fare comunicazione digitale basta inviare i comunicati stampa anche ai giornali online? Direi di no. Per fare digital marketing basta attivare una campagna AdWords perché è arrivato il buono Google da 75 euro e quindi ci si prova? No, neanche questo. E per fare SEO? …boh?

Va bene. Partiamo dall’inizio.

Se segui i miei articoli su questa rubrica e sul mio sito, sai che sottolineo sempre quanto sia importante il sito web per un professionista e per un’azienda. Si dice che il sito web è il “biglietto da visita” aziendale ma secondo me è ancora e molto di più: non soltanto dice chi sei, ma può essere il tuo ufficio commerciale a lavoro 24 ore su 24, su tutto il territorio che a te interessa, locale, nazionale od internazionale. Il tuo sito web può vendere per te se hai un eCommerce e può persino essere il tuo canale di pubblicità personale, ma senza un lavoro sulla SEO questi tuoi buoni propositi potrebbero trasformarsi in affanno, delusioni, errori, spreco di denaro.

Ecco, in un’infografica, le figure di base che possono esserti utili per ogni passaggio, dall’elaborazione alla messa in opera della tua strategia digitale.

hr per digital marketing

Cosa ci fa un SEO Specialist in un’azienda food&wine?

Un SEO è colui/colei che si occupa, prima di altri, di portare traffico al tuo sito web attraverso lo studio ed il perfezionamento del codice (del sito) e l’ottimizzazione dei contenuti che sul tuo sito sono presenti.

Hai già visto nell’infografica che il SEO di un’azienda dovrebbe essere presente sin dalla fase di costruzione del sito web. Questo costituisce l’optimum, ma sai che anche nel tuo caso, molto probabilmente, non è stato così. Per questo moltissimi SEO sono abituati ad iniziare il proprio lavoro rimettendo le mani sul sito o chiedendo agli sviluppatori e ai web designer di farlo, sistemando quel che non va.

Perché va fatto questo lavoro? Perché sarà grazie al lavoro sulla SEO se nuovi, potenziali clienti, potranno trovare te (magari prima dei tuoi competitors) cercando su Google i servizi che puoi offrire oppure i prodotti che puoi vendere.

[arrow]Se vuoi leggere alcuni casi pratici su come la SEO può determinare il successo del tuo brand, della tua idea, ma soprattutto portare soldi (sì, un po’ di pragmatismo non guasta) alla tua attività puoi leggere questo post dove troverai anche un esempio legato al mondo del wine[/arrow]

Le keyword-diamante e le keyword-fuffa

ricerca keyword SEO

Una volta che il tuo sito web sarà pronto ed ottimizzato, sarà molto bello, ma anche molto vuoto: sarà ancora tutto da allestire, esattamente come una casa dei sogni ma senza mobili ed arredi.

La tua strategia di digital marketing troverà una delle sue più intriganti espressioni proprio in questa fase importantissima: un documento di programmazione, una tabella di marcia, che ti indicherà tempi e modi attraverso i quali raggiungere i tuoi obiettivi di posizionamento, di business e di visibilità.

I vari step di questa tabella di marcia, a differenza delle più classiche tecniche di marketing, saranno costituiti da articoli o post, contenuti da condividere sui social ed un’altra serie di cose che probabilmente stenterai a credere possano trasformarsi in quattrini veri.

La strada maestra della tua strategia sarà indicata dalle keywords che avrai studiato con l’imprescindibile aiuto del SEO, l’unico in grado di indirizzarti verso quelle parole chiave più fruttuose ed importanti per il tuo business (le keyword-diamante, che tra l’altro lasciano vedere i più luminosi frutti anche a lungo termine), lasciando da parte quelle che ho chiamato – scherzando – keyword-fuffa, ovvero quelle inutili, che in termini di business valgono come il proverbiale due di coppe.

Facciamo un esempio per chiarire l’intricata faccenda.

Se cerco la parola “vino” su Google il risultato (puoi controllare tu stesso) è composto da una pagina wikipedia dedicata al nettare di Bacco, un paio di marketplace, blog di enologi, insieme ai siti di organizzazioni dedicate alla cultura del vino e all’enoturismo. Il volume di ricerca di questa parola è molto alto, significa che tante persone, ogni giorno, la cercano.

Se cerco l’espressione “Montepulciano d’Abruzzo compra quella che mi sarà restituita è una SERP composta solo da marketplace, ecommerce e siti web di cantine che vendono questo vino. Il volume di ricerca per questa chiave è decisamente più basso del caso precedente, ovvero sono poche le persone che ogni mese digitano sulla stringa di Google questa espressione.

Ora la mia domanda retorica è: se voglio vendere Montepulciano d’Abruzzo online, per quale keyword mi converrà essere posizionato? Per la prima o per la seconda?

Campagne di Prospect Generation, campagne di Brand

incrementa il tuo business

Questa differenziazione, secondo me assolutamente doverosa, è quella che propone anche Francesco Margherita sul suo libro “Manuale di Seo gardening” e trovo che sia particolarmente importante nel caso delle aziende e dei professionisti che si occupano di food&beverage.

Quando parliamo di attività SEO, come ti ho già detto più in alto, parliamo di una serie di attività che mirano ad aumentare il traffico verso il tuo sito web, traffico fatto il più possibile da utenti profilati ovvero lead, cioè persone interessate al tuo prodotto/servizio (ora sai rispondere alla domanda con la quale ti ho lasciato nel paragrafo precedente).

Un SEO, nella spiegazione che ne dà Francesco Margherita nel libro che ti ho citato sopra, dovrebbe essere responsabile anche di facilitare la trasformazione da semplice lead a prospect, ovvero da chi “non ci ha ancora concesso autorizzazione a contattarlo per proporgli la nostra offerta” a potenziale cliente che ci ha dato il suo placet affinché lo contattiamo, per esempio – scrive Margherita – perché “si è iscritto alla nostra newsletter o, ancora meglio, ha compilato un form di richiesta informazioni acconsentendo al trattamento dei dati”.

Se tanti potenziali clienti approdano sul tuo sito web e la tua strategia di conversione funziona, puoi garantirti un aumento del fatturato!

[arrow]Le variabili da tenere presenti sono molte e riguardano come è strutturato il sito, quanto è agile la User Experience, quanto sono chiare le landing pages, efficaci le call-to-action e come sono presentati i tuoi prodotti/servizi, oltre a quanto è facile lasciare i dati, un elemento fondamentale per avvicinarsi alla conversione finale. Se vuoi sapere di più su questi argomenti legati alla strategia di inbound marketing puoi consultare questa guida[/arrow]

Una Campagna SEO di Brand, invece, potrebbe mirare ad obiettivi differenti. Posso generalmente dire che questo secondo tipo di azione mira a rinforzare l’immagine che il tuo marchio ha nel mercato di riferimento, per esempio un’etichetta di vino od un prodotto enogastronomico, affinché venga percepito come un marchio forte e pertanto tenuto in considerazione maggiore da clienti e rivenditori (non dimentichiamo quanto è importante il lavoro Business to Business).

Se la campagna di branding punta poi ad associare il marchio (ad esempio) a concetti forti per il comparto food&beverage (pensa a biologico, natura, salute, corretta alimentazione, etc) si potrà accendere la scintilla che tutti i produttori/rivenditori mirano a stimolare: la fiducia nel consumatore.

Per chiarire ancora meglio, riporto ancora un passaggio molto bello di Margherita che parla di una campagna di brand, ad esempio, di un olio di semi.

Questo non serve direttamente a vendere più confezioni di olio ma, nel lungo periodo, concorre nel definire un’identità solida tale da giustificare un prezzo più elevato, oltre che a generare euristiche di negli utenti dei supermercati che tenderanno a fidarsi e ad acquistare il prodotto già noto senza perdere tempo a cercarne di migliori. Siamo tutti vittime di questi processi.

Ora sai a cosa ti serve e a cosa può portarti un lavoro sulla SEO 

Secondo me quello che è più importante per un imprenditore di qualunque settore, anche dunque nel food&wine, è essere in grado di riconoscere le necessità e conoscere gli strumenti che possono favorire e far crescere il suo business.

Quello che hai letto qui forse non ti è del tutto nuovo, ma sono certa che da ora in poi saprai che c’è almeno un’altra possibilità di lavorare al tuo business ed è una possibilità che ti offre la rete, se vorrai operare con professionalità, costanza, coerenza: le stesse buone regole che ti sei dato fino ad oggi.