inbound marketingL’avvento di Internet ha prepotentemente trasformato il modo in cui leggiamo, comunichiamo, ascoltiamo la musica, guardiamo la TV, ci informiamo, ci spostiamo, facciamo acquisti, partecipiamo alla politica.

Le rivoluzioni epocali web based non potevano lasciare indenne neanche il marketing. Anche nel nostro settore infatti la forza della Rete ha sprigionato la sua onda d’urto livellando il campo di gioco e stravolgendo le regole tradizionali.

 

Come è cambiato l’ advertising dall’avvento di Internet

Prima di Internet per reclamizzare un brand o un prodotto la ricetta era semplice: si investiva in campagne televisive e/o radiofoniche, si acquistavano pagine di giornali o di riviste patinate, si partecipava a fiere di settore , si faceva telemarketing.

Già negli anni ’80 erano state ideate e teorizzate le azioni di guerrilla marketing ma la loro efficacia era limitata entro gli angusti confini consentiti dalla tecnologia e le campagne low cost si propagavano in maniera molto lenta e farraginosa. La regola era la seguente: per essere efficaci si doveva in genere disporre di grossi budget per acquistare visibilità.

La buona notizia è che oggi un buon cervello in grado di creare contenuti interessanti ed in grado di sfruttare la struttura ed i meccanismi della Rete, può risultare altrettanto e più efficace (si pensi al fenomeno “viral” e a tutta la letteratura originatasi per spiegarne le logiche) di campagne milionarie.

La cattiva notizia è che essendosi abbassate le barriere d’accesso, la concorrenza è molto accanita ed è sempre più difficile riuscire. Per poter emergere nel mare magnum del web si è sviluppato un settore relativamente nuovo (negli Usa se ne parla dal 2006) del marketing: l’ inbound marketing, che cerca di sfruttare a proprio vantaggio le caratteristiche del Web e le peculiarità del modo di agire della sua vastissima platea di utenti.

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Ma cos’è l’ Inbound Marketing esattamente?

Dobbiamo rimandare alla definizione data da chi ha coniato il termine cioè la software house inglese HubSpot che, nel rapporto sullo stato dell’inbound 2012, spiega (più o meno testualmente):

[notice]”l’ inbound marketing è costituito da una serie di tecniche e strategie di marketing il cui scopo è quello di attrarre importanti prospect e clienti nella direzione di un business e dei suoi prodotti.”[/notice]

L’ inbound marketing acquista sempre maggiore terreno (rispetto ai canali classici dell’advertising) in quanto asseconda le modalità secondo cui i clienti effettuano le proprie scelte di acquisto: i consumatori infatti usano internet per acquisire informazioni sui prodotti e servizi che rispondono meglio alle proprie necessità.

Gli inbound marketers offrono ai propri clienti informazioni e tool utili per attrarre verso il proprio sito nuovi prospect, e nello stesso tempo interagiscono e sviluppano relazioni con questi potenziali clienti. Riassumendo, i principi fondamentali su cui fa leva l’ inbound marketing sono i seguenti:

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  • il permission marketing. Il cliente non va interrotto , ma va attratto. Dobbiamo far sì che il nostro potenziale cliente ci trovi nei luoghi virtuali in cui egli s’informa, si diverte, acquista ecc;
  • il contenuto sia esso testuale, fotografico, video ecc è lo strumento principe per la lead generation prima e per l’acquisizione di clienti e la creazione di un legame stabile con essi (content marketing);
  • il Sito Web è il fulcro di tutto il processo

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Appare evidente che ci troviamo dinanzi ad un marketing 2.0 di tipo pull piuttosto che push, e che, rispetto a passaggi pubblicitari e campagne di telemarketing ad esempio, presenta i seguenti vantaggi:

1. costi contenuti (anche se creare contenuti di qualità in determinati ambiti può non essere poi così tanto economico);
2. clienti profilati ed interessati che chiedono informazioni sui prodotti e servizi offerti;
3. capacità di creare un legame stabile con i propri prospect e clienti (lifecycle marketing).

Il concetto è chiaro e semplice, il difficile è come riuscire nell’intento, perché per farsi trovare dove il cliente cerca, bisogna conoscere e padroneggiare le logiche della Rete.

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La lenta trasformazione del SEO specialist in Inbound Marketer

Fin quando Internet, per gli utenti del web, equivaleva a Google, la SEO era l’ unica preoccupazione dell’ inbound marketer mentre il contenuto veniva inserito nel sito e/o nel blog. Se si pubblicava un testo, un video, una foto interessante, rispettando le regole della SEO e si aggrediva la long-tail in maniera intelligente, il gioco era fatto.

Certo poi occorreva un sito in grado di convertire, con le giuste call to action, si doveva far iscrivere il cliente alla propria newsletter per nutrire il rapporto, ma a questo punto il lavoro del marketer era sostanzialmente finito e la riuscita o meno del prodotto o del servizio dipendeva dalle sue qualità intrinseche. L’avvento dei social ha rimescolato le carte in tavola.

Se ci sono ancora persone che associano Internet a Google molti altri invece lo associano a Facebook (e domani forse lo assoceranno a Twitter, a Youtube o a Google Plus). Pensa ai tuoi genitori che probabilmente non utilizzerebbero mai Big G per un acquisto ma che vanno su Facebook per ritrovare amici o per farsene di nuovi.

Per tale ragione il bravo marketer non può trascurare i social: farlo significherebbe ridurre notevolmente l’efficacia del proprio marketing mix e lasciare alla concorrenza tutta quella platea di utenti che utilizzano i social come canale di accesso privilegiato, se non unico, al Web.

Come abbiamo specificato il nel corso SEO tenuto alla Ninja Academy, la strategia è fondamentale nel marketing e l’ inbound non fa eccezione. Anche in questo caso per poter elaborare una strategia di inbound marketing vincente bisogna conoscere e padroneggiare gli strumenti ed i canali di diffusione disponibili.

 

Gli strumenti imprescindibili del content marketing

I tool di cui non puoi fare a meno quando devi applicare una strategia dei contenuti sono i seguenti:

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  • postinbound
  • video
  • foto
  • infografiche
  • articoli
  • press release
  • slide

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L’elenco può essere arricchito a tuo piacimento… Naturalmente tali strumenti possono (o meglio devono) essere mixati fra di loro e ti consiglio di utilizzare quelli più cari al tuo pubblico e più consoni alle tue competenze, ma soprattutto quelli più in linea con gli obiettivi che ti prefiggi di raggiungere.

Se cerchi ad esempio di far “girare” il contenuto sui social, una buona foto o un buon video sono molti più virali rispetto ad un post scritto e saranno più condivisi e commentati. Se invece vuoi dare informazioni o esprimere un’opinione, un post di testo sarà sempre il mezzo da prediligere, magari meglio se arricchito con una bella infografica che lo riassuma, ne renda più comprensibile il significato e lo renda più “viral” e accattivante.

Chiarito il significato degli strumenti di content marketing, restano da conoscere i mezzi tramite cui diffondere i contenuti: la SEO e i Social Media. Chi segue il nostro blog, sa bene che la SEO è il nostro cavallo di battaglia. Sicuramente, anche per l’attività di inbound marketing, la presenza massiccia ed efficace nei primi posti sui motori di ricerca costituisce lo strumento più efficace per attrarre nuovi contatti (lead generation).

Sul valore della SEO e sull’importanza della SEO nella costruzione della brand reputation non mi dilungo rimandandoti ai post pubblicati su Ninja Marketing. Mi preme solo ricordarti che, anche per le finalità dell’inbound marketing: a) la strategia di aggressione della long tail e b) l”Occupazione” delle SERP di cui abbiamo parlato al corso, porteranno sicuramente frutti copiosi in termini di visite e contatti sottraendo nel contempo spazio e visibilità ai tuoi competitor.

Per quel che riguarda il campo dei social è solo a titolo esemplificativo che faccio i nomi:

  1. Facebook
  2. Twitter
  3. Youtube
  4. Pinterest
  5. Flickr
  6. Google Plus

Gli unici suggerimenti: poiché è difficile essere presenti attivamente su tutti i social media, scegli quelli più in linea con i gusti del tuo target, e cura quelli in cui sei presente.

community

Un’ultima fondamentale raccomandazione: forum e community

Per far conoscere, apprezzare e diffondere i tuoi contenuti, non trascurare i forum e le community che si occupano del tuo settore di riferimento: è quello il posto giusto in cui si trovano gli utenti che ti interessano e a cui interessa il tuo prodotto.

Se vuoi approfondire: