Google Penguin UpdateRecentemente hai notato un calo improvviso di traffico verso il tuo Sito Web? Forse hai ricevuto qualche notifica di attività SEO errate da parte di Google Webmaster Tool?

Sfortunatamente, le penalizzazioni SEO da parte di Google, sono molto più frequenti di quanto si pensi. Basti pensare a quanti utilizzano pratiche SEO scorrette o che non si attengono scrupolosamente alle direttive di Big G.

Non sempre è possibile riparare i danni provocati da strategie SEO scorrette o poco etiche, ma sicuramente è sempre possibile attuare una accurata azione di prevenzione volta ad evitare il peggio.

È per questo che ho deciso di scrivere questo post molto pratico dopo aver letto un interessante contributo sul famoso Search Engine Journal dove si parla delle 25 cause più frequenti di penalizzazione da parte di Google e dei suoi più recenti algoritmi: Panda e Penguin. 😉

 

1. Link spam a buon mercato

La tipica offerta di “10.000 link per 10$” che vedi in giro per il web e che ti promette di acquisire una marea di link verso il tuo sito con pochi dollari è una delle principali cause di penalizzazione da parte di Google!

 

2. Link a pagamento che promettono di aumentare il PageRank

Acquistare link per scopi promozionali è ok, ma assicurati che sono connotati come “sponsor link” e che usano correttamente l’attributo “nofollow” (quello che ti permette di non trasferire il link juice da un sito ad un altro). Comprare link con il solo obiettivo di aumentare il proprio PageRank viola le buone norme di Google per una corretta indicizzazione.

 

3. Scambio di link

Tecnica ormai vecchiotta ma ancora (purtroppo) in uso. Realizzare delle partnership con altri website con il solo scopo di scambiarsi i link o creare collegamenti artefatti per manipolare le SERP di Google, è la via maestra verso la penalizzazione.

 

4. Nascondere link con CSS, Javascript o altri tipi di file

I motori di ricerca diventano ogni giorno più intelligenti, soprattutto quando si tratta di individuare e decifrare le varie tipologie di file presenti sui siti web. La pratica di rendere i link invisibili, soprattutto all’interno di file che servono per fornire informazioni grafiche e di layout, è dannoso e conduce verso una penalizzazione.

 

5. Errato utilizzo degli anchor text

Spesso negli articoli o nelle pagine web si fa largo uso degli anchor text utilizzando keyword in maniera “forzata” senza rispettare il naturale sviluppo del discorso o del periodo iniziato. I motori di ricerca sono sempre più bravi nel comprendere la parte semantica dei nostri testi. Usa gli anchor text in maniera naturale ed equilibrata. Un utilizzo eccessivo per passare link juice porta ad un giudizio negativo da parte di Big G.

 

6. Acquisire link troppo velocemente

Prendere tanti link in poco tempo è un chiaro segno di manipolazione delle SERP di Google. Concentrati nel guadagnare pochi link da siti ad alto valore aggiunto. Come dire… pochi ma buoni e con calma.

 

7. Link da siti stranieri

La rilevanza conta (eccome!), ecco perché i motori di ricerca applicano una penalizzazione quando riscontrano inbound link provenienti da siti stranieri rispetto alla nazionalità del sito ricevente. Se un lettore straniero clicca e vede contenuti diversi dalla propria lingua, non potrà beneficiare della tua risorsa ottenendo una pessima esperienza di navigazione. Da evitare accuratamente!

 

8. Link da reti di Blog

Recentemente Google ha svalutato le reti di Blog perché sono realizzate con lo scopo di costruire azioni di link building artefatte. Quindi cerca di evitare l’acquisizione di link da parte di blog network di qualsiasi genere e di qualsiasi nazionalità. Pena una penalizzazione certa.

 

9. Link nel footer e nella sidebar del sito web

I link che vengono piazzati nella sidebar o nel footer di un Blog costituiscono un chiaro tentativo di manipolazione delle SERP di Google. Il motivo è che questi link appaiono su tutte le pagine del Blog. È molto meglio concentrarsi sui link all’interno dei contenuti testuali: hanno un valore decisamente maggiore e non arrecano danni di nessun genere.

 

10. Link da e per siti di cattivo gusto o con pessima reputazione

Come dire: evita amicizie poco raccomandabili perché chi va con lo zoppo, prende una penalizzazione sicura da Google. Tutti i siti che hanno a che fare con contenuti per adulti o rappresentano il malaffare, costituiscono pessime sorgenti di link di valore… evitali!

 

11. Link interni non più validi

Periodicamente, dai una controllata a tutti i link interi del tuo sito e verifica che siano tutti funzionanti. Link che portano a pagine 404 garantiscono una brutta esperienza di navigazione per i tuoi utenti. È l’ultima cosa che Google desidera per i suoi clienti/utenti.

 

12. Sovra-ottimizzazione SEO del sito

Promuovere il proprio sito web con la SEO è una cosa buona e giusta, ma utilizzare tutti gli accorgimenti SEO possibili immaginabili e in maniera maniacale su tutte le pagine del sito, costituisce una forzatura che Google punisce con un ranking più basso. Mantieni una ottimizzazione SEO naturale sul tuo sito, che tenda a migliorare l’esperienza utente piuttosto che il ranking su Google.

 

13. Downtime del tuo website

Se il tuo sito va “giù” spesso e per molto tempo (a causa del server o per altri fattori) vuol dire che molto probabilmente causerà problemi ai suoi utilizzatori. Dai al tuo sito un hosting migliore dove girare ed eviterai una penalizzazione da Google.

 

14. Contenuti duplicati o inutili

Scrivere contenuti duplicati (copiati di sana pianta) non penalizzerà direttamente il tuo sito, ma farà in modo che le tue pagine risulteranno fuori dalle SERP in favore di quelle che hanno contenuti originali. Cerca di rimpiazzare le pagine con contenuti di scarso valore con articoli originali, unici e di reale interesse per la tua audience.

 

15. Contenuti di scarso valore e poco pertinenti

Gli ultimi aggiornamenti di Google si sono concentrati sulla valutazione del reale valore aggiunto apportato alla comunità di Internet dai contenuti presenti sui siti web. Scrivi solo contenuti di qualità sul tuo website ed evita inutili penalizzazioni.

 

16. Contenuti artefatti automaticamente

Esistono software che creano contenuti testuali in maniera automatica e dallo scarsissimo valore semantico e informativo. A volte sono di difficile comprensione per gli esseri umani e hanno l’evidente scopo di ingannare Google e gli altri motori di ricerca. Se non riceverai una immediata penalizzazione, questa è di sicuro una tecnica che ti darà problemi nell’immediato futuro.

 

17. Non mettere troppa pubblicità sopra la piega della pagina

Se stai utilizzando banner o sistemi come Adsense sul tuo sito, cerca di non piazzarne troppi sulle pagine. Soprattutto, evita di metterne troppi sopra la piega della pagina, ovvero la parte più vista dai tuoi utenti. Questo peggiora l’esperienza d’uso e di conseguenza attira i giudizi negativi di Google.

 

18. Riempire i meta Tag con keyword di ogni genere

Utilizzare i meta tag come la description come un serbatoio di keyword senza criterio, significa dire a Google che lo stiamo prendendo in giro senza dare un reale contributo ai nostri utenti. Giudizio negativo certo!

 

19. Uso esagerato dei Titoli H1

Siccome i titoli H1 portano un modesto miglioramento nel ranking complessivo di un sito, molti webmaster hanno provato ad aggiungercene tanti a scapito di una armoniosa distribuzione di titoli, sottotitoli e testi. Se vuoi restare penalty-free, il mio suggerimento è quello di evitare un uso eccessivo di questi H1.

 

20. Pagine nascoste

Tutte le pagine del tuo sito dovrebbero essere aperte ed accessibili in egual modo sia ai motori di ricerca sia agli utenti. Utilizzare tecniche di copertura a mantello per le tue pagine garantisce una via rapida per una penalizzazione da Google. Viva la trasparenza!

 

21. Pagine doorway

Similmente alla situazione del punto 20, mostrare delle pagine ai motori in maniera diversa rispetto a come vengono mostrate agli utenti, è un altro sistema per prendere i motori di ricerca per i fondelli e gettare cattiva luce sulla propria reputazione.

 

22. Contenuti occultati graficamente

Una vecchia tecnica per manipolare la valutazione dei motori di ricerca è quella di colorare i testi dello stesso colore del background con l’ovvio risultato di nasconderli. Pensi di essere furbo con una azione del genere? Presto o tardi, Google ti punirà!

 

23. Abusare di strumenti di generazione automatica di query

Fare uso di strumenti non autorizzati alla generazione di query sul proprio sito, va contro le principali linee guida di Google. Soprattutto i siti di eCommerce dovrebbe evitare accuratamente questo genere di strumenti per manipolare il giudizio di Google.

 

24. Siti hackerati

Se il tuo sito è stato hackerato più volte, rischia di entrare di diritto nella black-list di Google e di non apparire più nelle SERP per un periodo indefinito di tempo. È come sparire dal web!

 

25. Promuovere tecniche black-hat

In ultimo, va da sé che è assolutamente sconsigliato utilizzare tecniche di black-hat SEO, vale a dire tutte quelle pratiche da furbetto del quartiere che tendono a manipolare i risultati nelle pagine di Google. Come dire… uomo avvisato mezzo salvato! 😉

 

To be continued…

Non considerare questa lista come definitiva ed eterna. Sai bene che nel mondo della SEO le cose cambiano molto spesso per cui ci potrebbero essere tanti e nuovi motivi per cui si può essere penalizzati da Google nel 2012 e (peggio ancora) nel 2013.

Il mio suggerimento è quello di essere sempre aggiornato su ciò che accade nei motori di ricerca in generale e in quello di Big G in particolare. Realizza una buona strategia di fine-tuning man mano che nuove informazioni vengono alla luce nella SEO. Solo così potrai tenere il tuo sito al sicuro da brutali e (a volte) ingiuste penalizzazioni. In bocca al lupo! 😉