SEO ed EmpatiaScommetto che ti stai chiedendo cosa c’entri l’empatia con la Search Engine Optimization. Secondo Wikipedia l’Empatia è “la capacità di comprendere appieno lo stato d’animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore“.

Comprendere lo stato d’animo degli altri è un po’ mettersi nei panni del prossimo, cercando di comprenderne esigenze, bisogni, motivazioni e comportamenti.

Per il SEO, essere empatici è di fondamentale importanza per conoscere le reali esigenze dei potenziali utenti di un progetto web. Significa sapere come potrebbe comportarsi un determinato target sulla base delle necessità conoscitive o su ciò che cerca online.

 

Sviluppa un comportamento empatico per capire meglio il tuo target

Comportamento empaticoSviluppare un comportamento empatico non significa solo compatire chi abbiamo di fronte, vuol dire anche immedesimarsi nella parte e nel ruolo degli altri. Per chi si occupa di web marketing, questa capacità rappresenta un vantaggio competitivo rispetto a chi non ne è in grado.

La prima cosa che dovrebbe sempre fare un bravo SEO è conoscere il target di riferimento, i potenziali utilizzatori del sito web o dell’e-commerce che si sta progettando. Quale tecnica migliore dell’empatia? Essere empatici ti permette di entrare nella testa del tuo target, capendo meglio di chiunque altro ciò di cui può aver bisogno.

Se conosci le esigenze di qualcuno, sai cosa puoi proporgli in termini di soluzioni ai suoi problemi. Sai cosa cercherà online e soprattutto con quali intenzioni. Puoi plasmare i contenuti del sito web considerando i reali bisogni e i desideri di chi userà i tuoi servizi online. Puoi centrare gli obiettivi del tuo progetto online!

 

Buon senso e un certo intuito ti permettono di centrare l’obiettivo

Buon senso e intuitoL’empatia da sola non è sufficiente per la buona riuscita di un progetto web. Occorre avere buon senso ed intuito. Caratteristiche che ti permettono di capire quelle che sono le reali intenzioni dei tuoi utenti. Per farmi capire cercherò di fare degli esempi concreti. Se una persona cerca “racchette da tennis” su Google, con ogni probabilità ha intenzione di acquistarne una e non di sapere chi l’ha inventata o dove è nata.

Se un utente cerca “Leonardo Da Vinci“, difficilmente sarà intenzionato a comprare all’asta una sua opera, mentre vorrà conoscerne la vita, la storia e le opere realizzate. Tutto ciò ci fa capire che la scelta delle keyword su cui basare le nostre strategie SEO è funzionale alle intenzioni degli utenti.

È inutile cercare di posizionarsi con un articolo sulle racchette da tennis quando Google, con il Knowledge Graph, ci farà vedere risultati di tipo commerciale con offerte e occasioni provenienti da siti di e-commerce. Lo sforzo iniziale di mettersi nei panni dei nostri potenziali utilizzatori ci consente di prevedere il loro comportamento online e le eventuali intenzioni di acquisto. Significa centrare gli obiettivi del progetto! 😉