negative newsjacking

Dopo aver cavalcato le avventurose onde del newsjacking e dopo i consigli pratici su come utilizzare strategicamente tale tecnica a nostro vantaggio, per completare il puzzle manca solo un tassello.

Infatti se l’obiettivo primario del newsjacking è quello di dirottare parte dell’attenzione che ruota intorno ad un evento anche a nostro vantaggio, un suo utilizzo atipico ed ulteriore può essere quello fatto a fini di boicottaggio dell’avvenimento bersaglio dell’”attacco”.

In soldoni, il fine ultimo del dirottamento può consistere anche nel cercare di oscurare qualcosa che fa notizia per ridurne la portata ed il buzz mediatico e prenderne in qualche modo il posto.

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Avvertimento: utilizzare tale tattica ha una sua logica e può essere efficace solo nel caso di competitor che si rivolgono allo stesso “mercato” (o agli stessi mercati: audience, sponsor, ecc) ed in cui non ci sia una manifesta sproporzione di forze.

Nei mercati poco concorrenziali (oligopoli), quelli in cui i competitor hanno più o meno gli stessi target, si può pensare di utilizzare strategicamente tale opportunità.

Se ci pensi bene è un po’ quello che accadeva ai tempi del duopolio Rai-Mediaset quando ci si scontrava con le prime visioni il lunedì sera. Dal martedì alla domenica il nulla, poi, il primo giorno della settimana, i due litiganti si contendevano l’audience a forza di film blockbuster inediti e costosi.

A parlarci di tale utilizzo strategico è sempre David Meerman Scott che prende come prototipo da imitare nell’uso di tale tattica il più grande marketer contemporaneo, e cioè sai di chi sto parlando?

Obama ed il negative newsjacking

Ci risiamo, è lui, Obama, che, se a livello di popolarità come presidente non se la passa bene, ed è a metà del suo secondo mandato, quando deciderà di uscire dall’arena politica, diventerà lo strategist e lo speaker più ambito in circolazione (tra le altre cose, probabilmente ha avuto il merito di assemblare un team straordinario: ma anche questa è una dote!).

Secondo Meerman Scott, nella campagna del 2012, il presidente americano ha studiato e pianificato di dare rilevanza a certi eventi o far uscire determinate notizie in concomitanza con i main events della campagna degli sfidanti repubblicani, tentando di rovesciare a proprio vantaggio delle situazioni mediatiche potenzialmente sfavorevoli (e mettendo a frutto il consiglio di Sun Tzu di studiare attentamente l’avversario ed il campo di battaglia): così ha inaugurato profili su canali social, ha dato risposte alla nazione, ha rilasciato interviste “pesanti” negli stessi giorni in cui telegiornali, blog e giornali si sarebbero occupati solo della concorrenza.

→ In conclusione:
tale uso strategico del newsjacking “negativo” non risponde al mio modo di intendere il marketing, ma per completezza di informazione andava discusso. Ora che hai un quadro abbastanza dettagliato, cerca la tua onda e buona fortuna! 😉

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