the girl effect3 minuti e 04 per convincerti. Convincerti che se sceglierai di sposare quella causa, sarai una persona diversa e, perché no, anche migliore.

3 minuti e 04 per convincerti. Convincerti che se condividi i valori che Nike ha fatto suoi nel tempo, allora anche tu sarai uno di loro.

La novità dell’iniziativa

Risale a qualche anno fa il tentativo di Nike di dare vita a un movimento che non avesse il classico intento di raccogliere fondi. Si trattava infatti di una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica che esprimeva già nel nome tutto il suo potere: le donne possono avere un ruolo cruciale nel risolvere la maggior parte dei problemi che siamo costretti ad affrontare nella nostra quotidianità.

the clock is tickingNon stupisce quindi che nel video della campagna “The clock is ticking” ritroviamo alcuni fra i colori dominanti del brand, tra cui l’arancio e il grigio, che mantengono la loro coerenza anche nel sito ufficiale (Nike – The Girl Effect).

Ma ad un occhio più vigile, non sfuggirà il dettaglio per cui il logo della società Nike compare poco o nulla nella sequenza video.

E se vi state chiedendo il motivo, la risposta si cela dietro la semplicità con cui si manifesta: comunicare un brand,  non deve implicare necessariamente l’abuso del logo, anzi. Fare brand awareness spesso significa far sì che il marchio non solo racconti una storia ma parli di sé pur non dichiarando un intento esclusivamente commerciale.

Insomma: far parlare di sé i consumatori in modo tale che diventino essi stessi degli ambasciatori e portavoci del brand.

Il cuore della campagna

Il cuore della campagna consiste in un dato sconvolgente: circa 250 milioni di ragazze adolescenti vivono in condizioni di povertà e Nike è convinta che in loro si concentri la più grande forza per cambiare il mondo.

ClockFornire a queste giovani donne un’educazione, la prevenzione della salute e generali condizioni di benessere permette a chiunque sposi questa causa di dare loro non solo una scelta, ma un’opportunità: la facoltà di decidere quando sposarsi e avere una famiglia, ad esempio. E, ancora più importante, l’occasione di poter realizzare ed esprimere il loro talento e potenziale a pieno.

Perciò, investire in queste vite al femminile “prima” che si sposi troppo giovane, che interrompa la formazione scolastica o che contragga l’HIV,  potrebbe essere una soluzione per mettere un punto alla povertà e di certo non una cura completa per tutti i suoi sintomi.

Ma queste giovani donne non possono farlo da sole: hanno bisogno di un mondo che le riconosca, che le ascolti e che creda fermamente nel loro potenziale.

I numeri del cambiamento

Secondo Nike, quindi, investendo in queste vite è possibile accelerare il cambiamento. E non si limita a definirlo un “tema sociale” perché preferisce osare di più: si tratta di una soluzione intelligente e bilanciata che trova conferma nei dati.

  • L’India ha perso un potenziale di 383 milioni di dollari dovuto a 4 milioni di giovani adolescenti che sono diventate madri troppo presto;
  • Se in Kenya le ragazze terminassero gli studi superiori, l’economia del paese guadagnerebbe 27 milioni di dollari;
  • In Nigeria, se le donne avessero le stesse opportunità lavorative di un uomo, la nazione guadagnerebbe in più una cifra pari a 13.9 milioni di dollari nell’economia annuale.

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E queste solo solo alcune delle possibilità in tre nazioni. Moltiplicare tutto questo per i 25o milioni di individui significherebbe creare la forza più potente per cambiare il mondo.

 “The girl effect” è quindi un movimento, che è nato e si alimenta grazie alla forza coesiva e immateriale di un brand.

Perciò, far parlare di sé è possibile anche raccontando le storie di altri; storie che saranno tanto più potenti quanto più avranno un sistema di valori condivisi.