comunicazione pubblica amministrazione

Non si può non comunicare, dice Watzlawick nella “Pragmatica della comunicazione umana”, pertanto un’Associazione, un Ente, un Comune, o comunica attraverso il Piano di Comunicazione o comunica attraverso la sua assenza.

Nel secondo caso, ovviamente, la comunicazione è negativa, dannosa alla sua immagine, perché rivela inefficienza, lede la sua reputazione, manca di trasparenza e questo capita anche quando in realtà “fa”. Il principio, che si deve tenere presente, è che non basta fare né fare bene, ma è necessario far sapere ciò che si fa; questo vale per qualunque organizzazione, anche per gli Enti Pubblici.

[arrow]“Fare e non comunicare ciò che si è fatto equivale a non averlo fatto. In termini di organizzazione è uno spreco di risorse. In termini sociali è una sottrazione di informazioni utili alla comunità”. 1[/arrow]

Quindi un Ente deve comprendere che uno dei suoi obiettivi deve essere quello di creare una relazione con i propri pubblici, una relazione fondata sui contenuti, in modo da portarli a condividerne le finalità e l’organizzazione.

Per ottenere questo bisogna integrare i modelli tradizionali di riferimento, come il face-to-face e gli inviti ai convegni con le nuove modalità comunicative derivanti dal Web 2.0, che permettono una progettazione e produzione corale delle attività dell’Ente e che quindi sono orientate all’inclusione sociale e politica del cittadino.

Trovare nuove modalità comunicative nelle PA

Da parte dei responsabili degli Enti pubblici si sostiene che mancano risorse per la comunicazione. A questo si può controbattere che vi sono nuove vie. Attraverso, ad esempio, l’uso sapiente e ben pianificato di più piattaforme si può raggiungere un pubblico di massa a costo quasi zero.

comunicazione enti pubblici

Si devono, cioè, oltrepassare i confini della sala e raggiungere un maggior numero di persone attraverso la Rete. Forse in parte ciò avviene, perché tutti usano i new media, ma li usano in modo individuale e non strategico (vedi ad esempio il profilo Facebook di un singolo Assessore); bisogna invece coordinarli in modo orchestrale creando una realtà comunicativa in cui ogni mezzo di comunicazione si inserisce in un insieme coeso e armonico come lo sono i vari strumenti di un’orchestra.

Se si intende in questo modo, il rapporto comunicativo con i vari pubblici di riferimento, prima di tutto i cittadini, questi saranno più facilmente coinvolti e verrà maggiormente rafforzata la partecipazione dei singoli individui.

Tutto ciò non deve sostituire l’incontro diretto, naturalmente, ma può senza dubbio miglioralo; forse, così facendo, non si dirà più: ”Abbiamo invitato un gran numero di persone, ma hanno partecipato alla conferenza solo una ventina”, ma probabilmente si dirà: “C’è stato un pienone”.

Questa modalità “è il miglior cemento per mettere assieme una vera comunità … e per far tracimare un progetto di comunicazione ben oltre i tradizionali flussi informativi come: Ufficio Stampa, giornalisti, pubblico”.2

[notice]1. Vecchiato Giampietro, “Comunicazione, relazione e abilità trasversali”, Ferpi.it, 13/05/2012.
2. Poma Luca e Battaglia Christian, “ IL nuovo storytelling è transmediale e 2 2.0”. Ferpi, 13/05/2012[/notice]