difficolta superare piano comunicazione

Dopo la L. 150/2000 vi è stata, in materia della comunicazione pubblica, una direttiva del 7 Febbraio 2002, da cui si evince come la comunicazione non sia considerata come un ornamento (Muzi Falconi direbbe “nice to have”), come, purtroppo, spesso avviene, bensì come strategica nel rapporto tra istituzioni e cittadini.

Perché allora il Piano di Comunicazione è quasi uno sconosciuto e inapplicato in molti comuni? Quali sono le difficoltà che incontra nella sua stesura e attuazione? 

Le figure professionali non sono ben definite

Alcune derivano anche dalla normativa stessa; ad esempio le “figure” professionali dedite alla comunicazione non sono definite in modo dettagliato e non si riscontra tra loro una sinergia. Inoltre, quelle che lo erano già nella L. 150/2000 funzionano molto bene nelle grandi città, ma non nelle realtà più piccole.

In particolare non vi è una formalizzazione chiara del ruolo del Direttore della Comunicazione né del Portavoce: il primo non viene menzionato da nessuna legge, il secondo sì, ma non viene esplicitato quale background professionale deve avere; ad esempio se deve essere un esperto in media relations. Prevale la scelta fiduciaria del vertice politico.

Chiarimenti che, invece, vengono fatti per il Capo Ufficio Stampa, il cui ruolo all’interno dell’Amministrazione è ben definito e viene anche indicata come prerogativa obbligatoria quella di essere laureato ed iscritto all’Albo dei Giornalisti (questione che ha suscitato furibonde polemiche nella categoria dei relatori pubblici). 

 

Mancano le risorse

La direttiva del 2002 poi non si applica per tre semplici motivi:

→      perché non vi sono risorse,

→      perché non vi sono competenze,

→      perché, si sostiene, non è obbligatoria.

Cosa bisognerebbe fare allora per migliorare la situazione attuale e rendere più informato e partecipe il cittadino?

Applicare la legge

Senza dubbio bisogna iniziare con l’applicare con serietà e diligenza la direttiva del 2002 sulla comunicazione pubblica; in secondo luogo valorizzare la comunicazione online, che raggiunge in modo diretto, veloce e economico i pubblici di riferimento.

Bisogna poi creare percorsi di formazione professionale continuativi all’interno dell’Ente, per generare competenze e sensibilità, orientati alla creazione di una cultura della comunicazione.

Sarebbe opportuno anche applicare le logiche e i principi del marketing nella PA, procedimento fatto per razionalizzarle e renderle più efficienti negli Stati Uniti già agli inizi del Novecento, con i primi Think Tank al servizio della PA, in seguito ad una forte pressione sociale.

E’ necessario anche creare sistemi di rendicontazione trasparenti e comprensibili a tutti e adeguatamente pubblicizzati, infine valorizzare e mettere in atto: il Codice di Amministrazione Digitale (decreto legislativo 7 Marzo 2005 n. 82), il Customer Service, il Bilancio Sociale.

 

Trovare la motivazione

Tutto questo per informare, perché un cittadino non informato non ha le competenze per poter partecipare alla cosa pubblica. Quindi non è vero, come spesso si sostiene, che sono i cittadini che non hanno interesse a partecipare, o almeno in parte lo è, ma è anche, e soprattutto, vero che, se i cittadini “non sanno”, non possono avere la consapevolezza di dover partecipare a qualcosa.

E’ vero, da una parte mancano le risorse, ma dall’altra è altrettanto vero che non vi sono competenze professionali adeguate. E laddove vi siano si rimane “ingabbiati” nella struttura rigida del Comune che impedisce la realizzazione di buone performance comunicative.

Nei comuni a volte la comunicazione viene usata per dare visibilità ai politici, ai vari Assessori, Sindaco innanzitutto, e non per trasmettere ai cittadini l’instaurazione di un nuovo servizio, come potervi accedere, come usarlo, meno ancora come collaborare.

La comunicazione pubblica così non è al servizio dei cittadini, ma si riduce a mera propaganda politica.

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Vuoi sapere come fare un Piano di Comunicazione nella PA? Ecco la prima e la seconda parte del mio articolo.